Malattie professionali e referto medico

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Punti chiave

  • Le malattie professionali sono patologie collegate a rischi lavorativi e possono causare danni biologici e patrimoniali ai lavoratori.
  • Il Ministero del Lavoro ha aggiornato le liste delle malattie professionali, distinguendo tra quelle tabellate e non tabellate.
  • Per ottenere il riconoscimento da parte di INAIL, il lavoratore deve comunicare la malattia al datore entro 15 giorni e fornire un certificato medico.
  • INAIL fornisce prestazioni in base al grado di invalidità, mentre ulteriori danni restano a carico del datore di lavoro.
  • Il referto medico è obbligatorio per i sanitari in casi di malattie professionali, specialmente se c’è un reato perseguibile d’ufficio.

Il rapporto tra malattie professionali ed obbligo di referto medico è un tema di interesse prettamente lavorativo, che coinvolge sia i datori che i dipendenti.

In questo nostro articolo di approfondimento, abbiamo analizzato nei dettagli le questioni di maggior rilevanza pratica per poter comprendere gli aspetti di interesse.



La malattia professionale

La malattia professionale (o tecnopatia) è una patologia dovuta all’esposizione prolungata a rischi lavorativi (sia in termini di mansioni alle quali è stato adibito il lavoratore sia in termini di luoghi in cui questi ha esercitato l’attività lavorativa).

Perchè una malattia possa essere considerata (di origine) “professionale” deve sussistere un legame diretto tra l’attività svolta dal lavoratore ed il danno alla salute.

La malattia professionale può determinare a carico del lavoratore un danno biologico, con invalidità che può essere temporanea o permanente.

Inoltre, la malattia può determinare a carico del lavoratore un danno patrimoniale derivante dall’incapacità lavorativa, generica o specifica e temporanea o permanente; con conseguente pregiudizio di tipo patrimoniale.

Le liste delle malattie professionali

Ad un numero potenzialmente indefinito di attività lavorative, corrisponde un numero altrettanto elevato di malattie che possono avere, totalmente o parzialmente, origine professionale.

Tale situazione determinava problematiche di vario genere nel riconoscimento delle malattie professionali di cui soffrivano i lavoratori.

Per cercare di meglio tutelarli, il Ministero del Lavoro ha realizzato, e recentemente provveduto ad aggiornare con il D.M. n. 141 del 15 Novembre 2023, le liste delle malattie professionali.

Pertanto, allo stato, si suole distinguere in:

  • malattie professionali inserite nelle liste INAIL
  • malattie c.d. “non tabellate“.

Le liste delle malattie professionali predisposte da INAIL sono tre e si differenziano in base al grado di probabilità della correlazione tra patologia ed attività lavorativa:

  • Lista I – malattie la cui origine lavorativa è di elevata probabilità
  • Lista II – malattie con limitata probabilità di origine lavorativa
  • Lista III – malattie la cui origine lavorativa è ritenuta possibile ma non certa.

La caratteristica peculiare delle malattie professionali riconosciute da INAIL è connessa al fatto che il lavoratore non debba fornire la prova della causa professionale di tale malattia.

Vi sono poi malattie che, pur non essendo inserite nelle tabelle INAIL, possono essere causate, anche parzialmente, dall’attività lavorativa.

In questi casi, grava invece sul lavoratore l’onere di dimostrare che la sua condizione di salute sia stata determinata o, comunque, aggravata dalle mansioni alle quale è stato adibito da un datore di lavoro.

Il riconoscimento della malattia professionale da parte di INAIL

Il lavoratore che risulti affetto da patologia riconducibile allo svolgimento della propria attività lavorativa, deve comunicare la malattia professionale al proprio datore di lavoro entro il termine di 15 giorni dalla manifestazione della stessa.

Il datore di lavoro ha l’obbligo di inviare la denuncia all’Inail entro i 5 giorni successivi, decorrenti dalla data di ricezione del certificato medico. In caso di inerzia del datore di lavoro, il lavoratore stesso può presentare la denuncia di malattia professionale all’Inail.

Per ottenere il riconoscimento di una malattia professionale in Italia, devi fare rilasciare un certificato medico di malattia professionale da un medico (medico di base, specialista o del lavoro) e inviarlo all’INAIL per via telematica tramite il medico stesso o un patronato, dimostrando il legame tra la mansione svolta e la patologia

Ottenuto il riconoscimento della malattia professionale, il lavoratore ha il diritto ad ottenere le prestazioni da parte di INAIL.

Le prestazioni di INAIL

Le prestazioni cui è tenuta INAIL in favore del lavoratore in caso di riconoscimento della malattia professionale sono suddivise in base al grado di invalidità:

  • sino al 5%, nessuna prestazione (il risarcimento è totalmente a carico del datore di lavoro)
  • dal 6 al 15%, INAIL indennizza il danno biologico con pagamento una tantum (tutte le altre componenti sono risarcite dal datore di lavoro)
  • dal 16%, INAIL concede al lavoratore una rendita (che incorpora l’indennizzo del danno biologico e del danno patrimoniale per diminuite capacità di lavoro).

Resteranno a carico del datore (o dei datori) di lavoro gli ulteriori danni (c.d. danno differenziale).

In caso di decesso del lavoratore, sono previste prestazioni INAIL in favore degli eredi (c.d. superstiti); ivi compresi lo speciale assegno continuativo mensile ed il c.d. assegno funerario, somma erogata per il rimborso delle spese sostenute per il funerale del lavoratore deceduto.

Il referto medico

Il referto medico è il documento ufficiale scritto da un professionista sanitario che descrive i risultati di una visita, di un esame o di una procedura diagnostica, indicando le relative conclusioni cliniche.

L’art. 365 del Codice Penale impone a chi esercita una professione sanitaria di segnalare all’Autorità Giudiziaria i casi di intervento medico che presentano i caratteri di un delitto perseguibile d’ufficio.

Secondo la previsione dell’art. 365 c.p., in estensione degli obblighi previsti dall’art. 361 c.p. in capo ai pubblici ufficiali, viene punita l’omissione od il ritardo nel riferire all’Autorità giudiziaria le notizie inerenti gli interventi medici operati in caso di sospetto delitto perseguibile d’ufficio.

L’unico caso previsto dall’art. 365 c.p. in cui è consentito al sanitario di non riferire all’Autorità è quello nel quale il referto esponga la persona assistita a procedimento penale.

Il rapporto tra la malattia professionale e l’obbligo di riferire il referto medico

Cosa lega la malattia professionale ed il referto medico?

E’ la procedibilità d’ufficio dell’ipotesi di reato che ha determinato la malattia. Poichè, solo in tal caso, sussiste a carico del sanitario l’obbligo di notiziare l’Autorità giudiziaria.

Le ipotesi più ricorrenti nella prassi sono le seguenti:

Quando la malattia che ha determinato il decesso ovvero la lesione ai danni del lavoratore è determinata dalla violazione delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro, i delitti di cui agli articoli citati sono perseguibili d’ufficio.

E, conseguentemente, il sanitario che ha prestato il proprio intervento ha l’obbligo di segnalare il fatto all’Autorità giudiziaria.


Per la relativa consulenza od assistenza nell’ambito degli argomenti trattati in questo articolo, potete contattare l’avv. Andrea Spreafico.

Le informazioni contenute in questo articolo sono soggette a termini e condizioni, consultabili QUI →

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5 StarsbyLuca
08-01-2026
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