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In tema di archiviazione del procedimento penale, la Riforma “Cartabia” ha introdotto il nuovo criterio della ragionevole previsione di condanna.

Di cosa si tratta? Ve lo spieghiamo nel seguito.

Il sistema previgente

In epoca antecedente alla riforma, l’art. 125 disp. att. c.p.p. precisava i contenuti dell’art. 408 c.p.p. chiarendo che l’infondatezza della notizia di reato ricorresse allorché gli elementi acquisiti nel corso delle indagini “non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”.

Il Pubblico Ministero pertanto doveva valutare gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non nell’ottica di poter ottenere una condanna, ma semplicemente per giustificare il rinvio a giudizio dell’indagato.

Il potere di compiere qualsiasi valutazione in merito alle prove in forza delle quali affermarsi la responsabilità penale era quindi sostanzialmente devoluto ai Giudici.

Il sistema introdotto dalla Riforma “Cartabia”

Come accennato nell’articolo di presentazione della Riforma (QUI →), le scelte di fondo che hanno caratterizzato le novità introdotte nel codice di procedura penale mirano ad un sostanziale snellimento del carico di procedimenti e all’accelerazione della loro trattazione.

Il D.Lgs. n. 150/2022 ha riformulato l’art. 408 c.p.p. ed adottato una nuova regola di giudizio per l’archiviazione.

Ora, la richiesta di archiviazione deve essere formulata dal Pubblico Ministero sulla base della ragionevole previsione che gli elementi acquisiti nel corso delle indagini preliminari non consentano di approdare alla condanna dell’indagato nella successiva fase processuale.

Pertanto, il Pubblico Ministero deve chiedere l’archiviazione non più “quando gli elementi acquisiti nelle indagini preliminari non sono idonei a sostenere l’accusa in giudizio”.
Bensì, quando tali elementi “non consentono una ragionevole previsione di condanna”.

Gli effetti della novella

Il giudizio (prognostico) reso dai principali commentatori e dalla dottrina in merito agli effetti della riforma non è stato univoco.

Parte dei commentatori è convinta che, con l’attribuzione del potere di effettuare una prognosi sulla ragionevole previsione di condanna, il Pubblico Ministero possa decidere sull’esito di un processo ancora da celebrarsi.

Quindi, l’effetto (non solo) deflattivo introdotto dalla novella sarebbe duplice:

  • diretto, in fase di archiviazione
  • indiretto, nella fase di valutazione dell’esercizio dell’azione penale.

Altra parte dei commenti hanno invece affermato che l’effettivo raggiungimento dell’effetto deflattivo perseguito dalla riforma sarebbe incerto.
Ciò in quanto il carattere prognostico della valutazione richiesta al Pubblico Ministero sarebbe del tutto simile alla valutazione già prevista dall’abrogato art. 125 disp. att. c.p.p.

Occorrerà almeno un anno per comprendere, in concreto, quali siano i reali effetti della riforma in tema di archiviazione ed esercizio dell’azione penale.


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