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Per la Quinta Sezione penale della Corte di Cassazione sfogarsi sui socials contro l’amante del maritò è reato. Così è stato ribadito l’orientamento della Corte, con la sentenza n. 3204 del 26 gennaio 2021.

La vicenda prende spunto da una serie di posts pubblicati su Facebook da una donna e contenenti frasi ed epiteti offensivi rivolti all’ex amante del marito, dal quale nelle more si era separata.
Il Collegio, ribadita la qualificazione di “diffamazione aggravata” che deve essere attribuita alla condotta offensiva commessa tramite la “bacheca” pubblica offerta da Facebook, ha ritenuto che non possa riconoscersi l’esimente di cui all’art. 599 comma II c.p. nei casi in cui tra la conoscenza del fatto ingiusto e la reazione determinante la condotta offensiva sia trascorso un lasso di tempo non breve: circostanza questa ritenuta incompatibile con il perdurare dello stato d’ira suscitato dal fatto provocatorio che giustifica l’applicazione dell’esimente.

Internet ed i socials in particolare rappresentano sempre più i mezzi attraverso i quali le persone “esternano” il proprio pensiero, dandone pubblica diffusione. Con tutti i rischi connessi…

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