Nuovo accordo tra il Grante privacy e la Guardia di Finanza
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Il Garante e la Guardia di Finanza hanno rinnovato il protocollo di intesa

Lo scorso 31 marzo 2021 è stato firmato il nuovo accordo tra il Grante privacy e la Guardia di Finanza.

La collaborazione fra Garante e Guardia di Finanza era stata oggetto di precedenti protocolli di intesa: il primo sottoscritto il 26 settembre 2002; seguito da successivi rinnovi, nel 2005 e nel 2016.

Il Codice della privacy prevede, infatti, la possibilità che il personale del Garante possa essere assistito, nell’esecuzione degli accertamenti, da altri organi dello Stato.
Da qui nasce l’esigenza di stabilire accordi che regolamentino tali attività coordinate.

Le nuove attribuzioni del Garante della privacy

Il nuovo accordo tra il Grante privacy e la Guardia di Finanza si è reso necessario per le nuove attribuzioni affidate al Garante dalla normativa nazionale e da quella comunitaria; ma anche dell’evoluzione delle tecnologie informatiche e digitali, delle tecniche di informazione e di comunicazione.

L’accordo prevede l’implementazione delle sinergie già esistenti. E’ finalizzato al miglioramento dell’efficacia complessiva delle attività di vigilanza del rispetto delle norme che disciplinano la tutela dei dati personali.

I poteri di indagine del Garante

Il regolamento prevede dei penetranti poteri di indagine (art. 58) che ricomprendono la possibilità di:

  • ingiungere al titolare del trattamento e al responsabile del trattamento di fornire ogni informazione di cui necessiti per l’esecuzione dei suoi compiti;
  • condurre indagini sotto forma di attività di revisione sulla protezione dei dati;
  • notificare al titolare del trattamento o al responsabile del trattamento le presunte violazioni del Regolamento (UE) 2016/679;
  • ottenere, dal titolare del trattamento o dal responsabile del trattamento, l’accesso a tutti i dati personali e a tutte le informazioni necessarie per l’esecuzione dei suoi compiti;
  • ottenere accesso a tutti i locali del titolare del trattamento e del responsabile del trattamento, compresi tutti gli strumenti e mezzi di trattamento dei dati.

Come si sviluppa la collaborazione tra la GdF ed il Garante?

Il Protocollo del 31 marzo 2021 chiarisce come si sviluppa la collaborazione della Guardia di Finanza nell’ambito ispettivo.

Ed, in particolare, la collaborazione si sviluppa nei seguenti ambiti:

  • il reperimento di dati e informazioni sui soggetti da controllare;
  • la partecipazione di proprio personale agli accessi alle banche dati, ispezioni, verifiche e alle altre rilevazioni nei luoghi ove si svolge il trattamento, compresi tutti gli strumenti e mezzi di trattamento dei dati;
  • l’assistenza nei rapporti con l’Autorità Giudiziaria;
  • lo sviluppo di attività delegate per l’accertamento delle violazioni in materia di protezione dei dati personali;
  • la partecipazione di proprio personale ad operazioni congiunte con Autorità di protezione dei dati personali appartenenti ad altri Paesi.

La Guardia di Finanza collabora altresì:

  • nell’esecuzione di indagini conoscitive sullo stato di attuazione della legge in determinati settori;
  • nell’attività di notifica degli atti e dei provvedimenti adottati nell’esercizio dei poteri di cui all’art. 58 del Regolamento (UE) 2016/679.

Sulla base del protocollo, le informazioni e i documenti acquisiti nell’ambito degli accertamenti effettuati dalla GdF sono trasmessi al Garante. Quest’ultimo si occupa quindi delle successive verifiche in ordine alla liceità del trattamento e al rispetto dei princìpi previsti dalla legge.

Qualora nell’ambito dell’ispezione emergano violazioni penali, la Guardia di finanza procede direttamente alla segnalazione della notizia di reato all’Autorità giudiziaria.

Vai al testo del protocollo →

Qualora vogliate approfondire il tema o necessitiate di assistenza potete contattare l’avv. Andrea Spreafico.

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