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Per la Cassazione, fingersi single è reato.

E’ la Quinta Sezione penale ad averlo affermato, con la sentenza n. 5432 dell’11 febbraio 2021.
Cerchiamo di capire quali siano le motivazioni che sorreggono questa singolare affermazione.


La vicenda prende spunto dalla denuncia per truffa sporta in un capoluogo del nord Italia da un uomo di mezz’età.
Costui ha raccontato di aver conosciuto una signora che, dopo avergli assicurato di essere single, lo aveva indotto ad instaurare un rapporto di natura sentimentale, in ragione del quale avrebbe ottenuto da lui regali in denaro e ricariche telefoniche per una somma complessiva di circa 6.000 Euro.

L’uomo aveva poi appreso che la donna fosse di origine “sinti“, avesse un nome differente da quello “italiano” che gli aveva comunicato, avesse un compagno con il quale conviveva stabilmente e dal quale aveva avuto dei figli.

Da qui, la denuncia per truffa.


La Corte di cassazione, valutati i fatti, non ha però ritenuto che il comportamento tenuto dalla signora “sinti” integrasse il delitto di truffa ai danni dell’uomo.

La condotta della donna è stata comunque giudicata penalmente rilevante.

Infatti, il Collegio ha ritenuto che la donna abbia scientemente rappresentato una falsa identità all’uomo ed abbia pertanto integrato il reato di cui all’art. 494 del Codice penale per essersi attribuita “un falso nome, di persona immaginaria ovvero di persona non inesistente, al fine di impedire la propria identificazione“.

Proprio tale condotta ingannevole avrebbe indotto l’uomo in errore sull’identità della donna e sul suo status di single, permettendo così a quest’ultima di ottenere illegittimamente i vantaggi economici consenguenti all’instaurazione della relazione di “vicinanza sentimentale“.

Fingersi single…ed approfittarsene è quindi un reato!


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