Confindustria aggiorna le Linee Guida dei Modelli di organizzazione
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Sono state aggiornate da Confindustria le proprie Linee Guida dei Modelli di organizzazione, gestione e controllo.

Il ruolo delle Linee Guida è quello di suggerire all’imprenditore un modello di organizzazione la cui idoneità astratta sia conforme alle norme in vigore ed alle esigenze delineate dal decreto legislativo n. 231/2001.
Il modello andrà poi “personalizzato”, per adeguarlo e renderlo conforme ad ogni singola realtà imprenditoriale.

In tale ambito, è indispensabile l’apporto dei consulenti (tecnici che si occupano della sicurezza sul lavoro, commercialisti ed avvocati). Ciò consente di per poter individuare ogni fattore rilevante per la normativa e redigere un modello adeguato.
E’ di fondamentale importanza che il modello acquisisca efficacia esimente della responsabilità del legale rappresentante / datore di lavoro, mediante una seria e concreta opera di implementazione delle misure adottate nel proprio contesto organizzativo.

Occorre infatti precisare che il giudizio circa la concreta implementazione ed efficace attuazione del modello nella quotidiana attività dell’impresa, e quindi della sua efficacia esimente, sia rimesso alla valutazione del giudice.
E’ compito della magistratura infatti compiere il giudizio sulla conformità ed adeguatezza del modello rispetto allo scopo di prevenzione dei reati da esso perseguito.

Ciò premesso, entriamo nel merito dei contenuti del documento di Confindustria.

Le nuove linee guida

La nuova versione delle Linee Guida di Confindustria sostituisce quella pubblicata dall’Associazione nel 2014.
Il testo provvede ad aggiornare il modello rispetto alle varie novità normative introdotte dal legislatore nel corso degli anni; con particolare riguardo al catalogo dei reati presupposti, che ha subito un progressivo implementamento.

Confindustria ha specificato che le Linee Guida mirano ad orientare le imprese nella realizzazione dei modelli.
L’Associazione chiarisce di essere comunque conscia dell’impossibilità pratica di redigere casistiche decontestualizzate da applicare direttamente alle singole realtà operative degli Associati.

Perciò ogni singolo imprenditore, nell’adottare un modello di organizzazione basato sulle Linee Guida, dovrà valutare la propria realtà industriale e le proprie peculiarità.
Così da poter integrare ed adeguare il modello per renderlo conforme.
All’esito di tale lavoro, dovrà impegnarsi ad adottare il modello e ad applicarlo, implementando altresì i controlli – generalmente demandati all’OdV (Organismo di Vigialanza) – necessari a verificare che i soggetti destinatari del modello operino secondo le prescrizioni in esso contenute.

Parte generale e parte speciale

I modelli di organizzazione sono divisi in una parte generale (che riguarda tutte le realtà imprenditoriali) e in una parte speciale (che è quella che riguarda la realtà della singola impresa).

Nelle nuove Linee Guida di Confindustria le principali modifiche e integrazioni della Parte generale riguardano:

  • il capitolo “Individuazione dei rischi e protocolli”, integrato con i sistemi di controllo ai fini della compliance fiscale (cd. whistleblowing e comunicazioni delle informazioni non finanziarie);
  • il capitolo “Organismo di Vigilanza”, integrato con il riferimento al budget annuale dell’Organismo, alla collaborazione con il Collegio sindacale e con il richiamo ai principi stabiliti nel “Codice di Corporate Governance“.

La Parte speciale, dedicata all’approfondimento dei reati presupposto attraverso appositi case study, è stata oggetto di una integrazione, volta a recepire i mutamenti normativi e a trattare nuove fattispecie di reato presupposto.

L’efficacia esimente del Modello di organizzazione

Nell’ottica di una incentivazione e sensibilizzazione di una cultura aziendale improntata alla prevenzione del rischio di reati, il D.Lgs. 231/2001 prevede per l’ente l’esonero dalla responsabilità qualora, in occasione di un procedimento penale per uno dei reati previsti dal decreto, dimostri:
  • l’adozione ed efficace attuazione di un modello di organizzazione, gestione e controllo
  • il modello sia idoneo a prevenire reati della specie di quello verificatosi (c.d. compliance programs)
  • la creazione di un organo interno dotato di “autonomi poteri di iniziativa e di controllo” per verificare il funzionamento, la corretta ed effettiva attuazione e l’aggiornamento di detti modelli (il cd. OdV-Organismo di vigilanza).
Pertanto, perchè il legale rappresentante / datore di lavoro possa beneficiare dell’efficacia esimente del modello, l’Ente deve aver formalmente adottato ed efficacemente attuato il proprio modello.

Potete leggere le Linee guida aggiornate da Confindustria QUI →

Per ottenere un parere ovvero collaborazione alla redazione di un Modello potete contattare l’avv. Andrea Spreafico.

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