Garante privacy: nel Decreto riaperture gravi criticità per i
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Decreto riaperture: gravi criticità per i “pass vaccinali

Secondo il Garante della privacy, il Decreto riaperture appena approvato presenterebbe gravi criticità nella creazione e nella gestione dei “pass vaccinali” (c.d. certificazioni verdi o green pass).
Tali da inficiare, se non opportunamente modificato, la validità e il funzionamento del sistema previsto per la riapertura degli spostamenti durante la pandemia.

Il Decreto riaperture non garantirebbe una base normativa idonea per l’introduzione e l’utilizzo dei certificati verdi su scala nazionale. Ed inoltre il suo testo sarebbe:

  • gravemente incompleto in materia di protezione dei dati
  • privo di una valutazione dei possibili rischi su larga scala per i diritti e le libertà personali
  • non definisce con precisione le finalità per il trattamento dei dati sulla salute degli italiani
  • lascia spazio a molteplici e imprevedibili utilizzi futuri, in potenziale disallineamento anche con analoghe iniziative europee
  • non specifica chi sia il titolare del trattamento dei dati, in violazione del principio di trasparenza (rendendo così difficile se non impossibile l’esercizio dei diritti degli interessati: ad esempio, in caso di informazioni non corrette contenute nelle certificazioni verdi)
  • prevede un utilizzo eccessivo di dati sui certificati da esibire in caso di controllo, in violazione del principio di minimizzazione.

Il Garante auspica quindi un intervento urgente, a tutela dei diritti e delle libertà delle persone.

Il Garante privacy invia un avvertimento formale al Governo

Ferma e formale la posizione assunta in materia dal Garante italiano.
I trattamenti di dati personali effettuati in attuazione delle disposizioni di cui al D.L. 22 aprile 2021 n. 52 c.d. “Decreto riaperture” possono infatti violare le disposizioni del Regolamento (artt. 5, 6 par. 3 lett. b, 9, 13, 14, 25 e 32).

In particolare, il Garante ha rilevato che le principali criticià per i “pass vaccinali” vadano individuate nella violazione dei seguenti principi:

  • mancata consultazione del Garante
  • inidoneità della base giuridica
  • minimizzazione dei dati
  • esattezza
  • trasparenza
  • limitazione della conservazione e di integrità e riservatezza.

Considerato che l’utilizzo della certificazione verde è operativo a partire dal giorno successivo alla pubblicazione del decreto legge, il Garante ha sottolieato l’urgenza dell’esigenza di intervenire sul testo del Decreto riaperture per eliminare le gravi criticità per i “pass vaccinali“, al fine di tutelare i diritti e le libertà dei cittadini interessati.

Il Garante rimarca, infine, che i problemi rilevati si sarebbero potuti risolvere preventivamente e in tempi rapidissimi se, come previsto dalla normativa europea e italiana, i soggetti coinvolti nella definizione del decreto legge avessero avviato la necessaria interlocuzione con l’Autorità, richiedendo il previsto parere e senza rinviare a successivi approfondimenti.

 

Vai al testo del provvedimento di avvertimento →

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